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Vie Ferrate sul Sorapiss - Via Ferrata Francesco Berti - Gruppo del Sorapiss

Fra la Valle del Boite e l'alta Valle d'Ansiei, a Sud del Cristallo, si eleva il Gruppo del Sorapìss, che insieme all' Antelao ed alle Marmarole, occupa un vasto e selvaggio settore dolomitico incontaminato dai mezzi meccanici di risalita e dal traffico automobilistico.
Questo gruppo è costituito da un bastione centrale che comprende la Punta Sorapiss m. 3200, e la Croda Marcora, m. 3154, dal quale si staccano due contrafforti che cingono un grandioso anfiteatro morenico aperto a Nord.
Da Cortina d'Ampezzo il Sorapìss non si vede, poichè nascosto dall'Alpe Faloria: per poterlo ammirare in tutta la sua imponenza bisogna guadagnare quota risalendo il fianco opposto della Valle del Boite, ad esempio sul sentiero del Lago Federa. Ma ancora più spettacolare è la visione del versante settentrionale del Gruppo, dal Lago di Misurina: da qui il Sorapìss ci appare come un'altissima muraglia che accoglie il circo glaciale del Sorapìss.
La vetta principale del Gruppo, che presenta da ogni lato ascensioni di notevole difficoltà, fu vinta nel 1864 dal celebre alpinista Paul Grohmann, mentre le vie di salita alle altre cime vennero aperte parecchi decenni più tardi. Oggi, tre impegnative vie ferrate collegate insieme consentono all'escursionista esperto di compiere una grandiosa traversata ad alta quota sull'intero anello del Sorapìss.
Principale punto di appoggio nel Gruppo è il Rifugio Alfonso Vandelli, m. 1926, cui si accede dal Passo Tre Croci in circa due ore attraverso un facile e pianeggiante sentiero nel bosco (n. 215).
Il rifugio sorge al centro di un superbo anfiteatro di vette su una balconata rocciosa che guarda verso la Valbona e il Gruppo dei Cadini di Misurina. Alle sue spalle giace un minuscolo laghetto glaciale verso il quale si protende l'aguzzo sperone del Dito di Dio. Nel 1924 la sezione del CAI di Venezia costruì in posizione più sicura un nuovo rifugio, nel nome di Cesare Luzzatti.
Distrutto a sua volta da un incendio ne1 1959, il rifugio venne ricostruito e ampliato ne1 1966, dedicandolo alla memoria del Presidente del CAI di Venezia, Alfonso Vandelli.

Alla Fondazione Antonio Berti, in collaborazione con la Sezione XXX Ottobre del C.A.I. di Trieste, spetta il merito di aver realizzato le tre vie ferrate del Sorapìss e di avervi installato due utilissimi bivacchi fissi del tipo "Fondazione Berti" con 9 cuccette. Queste Ferrate, dedicate rispettivamente a Francesco Berti, Carlo Minuzio ed Alfonso Vandelli, hanno aperto all'escursionismo alpino un gruppo dolomitico di eccezionale interesse. Il percorso, comunque risevato ad esperti, si svolge ad un'altezza media di 2500 metri e richiede normalmente due giorni, con un pernottamento in uno dei bivacchi.
Il Rifugio Vandelli è la base più conveniente per l'escursione: partendo da questo rifugio l'itinerario viene percorso di solito in senso antiorario, iniziando cioè con le Vie Ferrate Francesco Berti (segnavia 215, poi 242). Costeggiando la sponda del Laghetto del Sorapìss, nelle cui acque si specchia il superbo colonnato delle "Tre Sorelle", il sentiero sale in direzione del ghiacciaio occidentale, lasciandolo sulla sinistra.
Attraverso i Tondi del Sorapìss, caratteristici e levigati mammelloni rocciosi modellati dal lavoro di un antico, grande ghiacciaio, si pro- segue fino al "Valico Sora la Cengia del Banco", punto di incrocio col sentiero proveniente dai Tondi di Faloria. Si sale quindi a sinistra, puntando verso la base della parete della Fopa de Mattia: una targa in bronzo indica l'attacco della "Via Ferrata Francesco Berti", realizzata nel 1966. Anche se ben attrezzato con funi e scalette, il percorso presenta numerosi passaggi molto esposti; inoltre in aIcuni punti, data la natura friabile della roccia, vi è il concreto pericolo di caduta massi.
Grandiosa è la traversata per cenge sulla parete della Croda Marcora, dalla quale si domina la Valle del Boite che scorre 1500 metri più in basso. L'ultimo ostacolo è costituito da un canalone -"caduta massi! " -nel quale bisogna scendere per poi risalire sul versante opposto, dove la ferrata termina sulla Forcella del Bivacco, m. 2670, (ore 5 dal Rifugio Vandelli). La prosecuzione naturale della Ferrata Francesco Berti è la via ferrata Carlo Minuzio.



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da "Dolomiti - Vie Ferrate - Escursioni - Passeggiate" -"100 itinerari sulle Dolomiti"

 

 

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