Sentieri
attrezzati sulle Dolomiti
Vie
Ferrate sulle Dolomiti
Via
Ferrata Roghel - Gruppo del Popera
Utilizzando
i resti di una costruzione di guerra, il Gruppo Volontari Alpini del Cadore costruì
un rifugio che il C.A.I. di Padova ampliò nel 1924, dedicandolo alla memoria
del generale degli Alpini Olivo Sala. In seguito il Rifugio, non più all'altezza
del compito, venne sostituito con un più ampio edificio, sempre a cura
del C.A.I. di Padova, inaugurato nel 1962 e dedicato ad Antonio Berti, scrittore
e appassionato alpinista che descrisse mirabilmente nella sua preziosa Guida le
vette e la storia delle Dolomiti Orientali.
L'attuale Rifugio sorge 100 metri
più in basso del precedente, cioè a quota 1950, su un costone roccioso
nel Vallone del Popera. Facilmente accessibile dall'Alta Val Padola e dal Passo
Monte Croce di Comelico, il Rifugio A. Berti è un importante punto di appoggio
per le escursioni e le ascensioni nel settore delle Dolomiti di Sesto.
Dal
Rifugio Berti ci accingiamo, di buon'ora alla traversata del crinale formato dalle
Guglie di Stallata che collega il settore Nord. Occidentale con quello Sud-Orientale:
meta il Rifugio Carducci. Dal Rifugio il sentiero n. 109 scende verso ovest, dopo
aver attraversato un torrentello risale su ripidi ghiaioni del Vallon Popera fino
ad un enorme masso per salire ripido nel canalone dei Fulmini. Da qui ha inizio
la Via Ferrata Roghel, che permette
di raggiungere attraverso la Forcella Piccola di Stallata, il Bivacco Battaglion
Cadore.
L'ardita
ferata, dedicata alla memoria dell'alpinista Aldo Roghel, realizzata dalla Sezione
del C.A.I. di Padova nel 1968, apre l'accesso attraverso la Forcella dei campanili
al solitario Cadin di Stallata; la lunga Via Ferrata sulla Cengia Gabriella consente
di completare la traversata, aggirando il Monte Giralba, fino al Rifugio Carducci.
L'intero percorso rappresenta un'allettante continuazione della Strada degli Alpini,
ma più lungo ed impegnativo di quest'ultima.
Dal Rifugio Berti la Ferrata
Roghel non è visibile: bisogna scendere per un breve tratto sul sentiero
109 e, oltrepassato un torrentello, risalire il ghiaione in direzione di un grande
macigno. L'attacco della Ferrata segnalato da una targa metallica si trova in
fondo al Canalone dei Fulmini, un'angusta gola chiusa fra pareti a picco dei Fulmini
del Popera e delle Guglie di Stallata. Subito inizia un'ardita serie di scale
molto esposte, che consentono di arrampicarsi sulla parete sinistra del canalone;
una breve terrazza immette, per facili roccette, ad una seconda gola molto ripida
e quasi sempre innevata, che si risale con I'ausilio di funi metalliche.
La
Ferrata si sviluppa quasi sempre verticale su un dislivello di 300 metri e culmina
sulla stretta Forcella dei Campanili, m. 2565, di fronte all'agile Guglia di Stallata.
Sul versante opposto della Forcella, un altro ripido canalone scende fra massi
e sfasciumi rocciosi nel luminoso e silente Cadin di Stallata, in fondo al quale
si scorge la sagoma arancione del Bivacco Battaglion Cadore.
Questa prima
parte dell'escursione richiede circa 3 ore. Chi volesse proseguire direttamente
per la Cengia Gabriella deve fare attenzione a mantenersi sulla destra, senza
scendere al Bivacco: una freccia rossa su un masso indica il sentiero che, mantenendosi
in quota sulle pendici del Monte Giralba di Sotto, si
congiunge alla Cengia
Gabriella.

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